Alessandro Steffan
Alessandro Steffan
Fotografo, informatico e consulente web. Un percorso costruito tra immagini, tecnologia e progetti.
La mia partita IVA da fotografo è diventata attiva nei primi giorni di febbraio del 2020.
Il primo evento a Marzo era già organizzato: location prenotata, assicurazioni e tutto il resto.
Un mese dopo si è fermato il mondo.
L’evento è saltato e con lui tutti i programmi che avevo fatto. Avrei potuto chiudere subito.
Mi sono detto: “La tengo aperta e vediamo cosa succede”. Non era ostinazione.
Fotografare era qualcosa che volevo fare sul serio e non volevo rinunciarci prima ancora di cominciare.
Nel 2021 sono arrivati i primi lavori su commissione. A metà dello stesso anno ho lasciato l’indeterminato nell’agenzia in cui lavoravo da anni e sono diventato fotografo a tempo pieno.
La mia storia, però, non comincia lì.
Come iniziare
nel momento peggiore
Una macchina fotografica
che tornava sempre
Ho iniziato a fotografare negli anni ’80, quando ero ancora a scuola.
Negli anni la macchina fotografica è entrata e uscita dalla mia vita, senza mai sparire davvero.
Nel frattempo ho fatto tutt’altro. Dopo la Ragioneria sono partito come impiegato amministrativo e, in otto anni, sono diventato responsabile amministrativo.
Ho lavorato nei cantieri come trasfertista, gestendo persone e problemi pratici.
Sono tornato in azienda per occuparmi di qualità, sistemi ISO e informatica nel settore dell’elettronica audio.
Nello stesso tempo durante il 2011 progettavo portali insieme a un’agenzia web.
Quando l’azienda per cui lavoravo chiuse i battenti, fu quell’agenzia a chiamarmi con loro.
Ho seguito clienti, progetti e attività tecniche fino a coordinare, insieme al contitolare, un gruppo di dieci programmatori.
La fotografia è rientrata proprio attraverso quel lavoro.
Per completare alcuni siti servivano immagini, così ho iniziato a scattare per i clienti dell’agenzia.
Mi chiesi perché dovessi farlo soltanto per lo studio, visto che ciò che mi attirava davvero erano lo sport e gli eventi.
Nel 2016 comprai una reflex e ricomincia a scattare a mille!
Lo chiamavano ReflexBook
"Reflex" era la macchina fotografica con cui lavoravo.
"Book" era il raccoglitore che immaginavo: un posto dove riunire le fotografie e le storie incontrate lungo la strada.
All’inizio fotografavo soprattutto il territorio, tra Conegliano, Vittorio Veneto e i comuni limitrofi.
Pubblicavo molto sulla mia pagina Facebook "ReflexBook" e le persone avevano iniziato a riconoscere il mio lavoro.
Poi è arrivato il 2018.
Centenario della fine della Grande Guerra,
Vittorio Veneto realizza un programma con un anno intero di raduni, celebrazioni, musei e manifestazioni.
Nessuno mi aveva incaricato di seguirli.
Ho deciso di farlo perché mi sembrava assurdo che un momento del genere potesse passare senza una documentazione completa.
Ho investito tempo e denaro e ho seguito quanti più appuntamenti potevo. Arrivai a costruire un archivio di migliaia di fotografie.
Molte persone scoprivano gli eventi soltanto dopo, vedendo le immagini che pubblicavo.
Da quell’archivio sono nati due libri.
Per gli Alpini ho ideato e impaginato *100 anni, 100 ricordi*: cento fotografie per raccontare il centenario, novantacinque delle quali erano mie.
In seguito lo studio I AM ha acquistato una quarantina di immagini per *Quando scoppia la pace*, il volume commissionato dal Comune di Vittorio Veneto.
Quel progetto racconta bene il mio modo di lavorare.
Se penso che una storia meriti di essere conservata, non aspetto sempre che sia qualcun altro a indicarmela.
Tutto quello che succede dopo lo scatto
Gli anni passati tra amministrazione, informatica e agenzie web non sono una parentesi separata.
Sono una parte concreta del fotografo che sono diventato.
Quando consegno un’immagine so che il lavoro non finisce con una bella fotografia. Quel file dovrà essere archiviato, pubblicato su un sito, adattato a una locandina oppure stampato.
Ogni destinazione richiede dimensioni, formati e profili colore corretti.
Scatto in RAW, organizzo gli archivi e i backup, preparo i file per il web e per la stampa. Conosco ciò che c’è dietro un sito fotografico: server, domini, DNS, velocità di caricamento e SEO.
Non sono un programmatore e non mi presento come tale.
La mia competenza è nella progettazione: capire che cosa serve, organizzare il lavoro e coordinare le persone che lo realizzano.
Questa attenzione nasce anche da errori che ho visto molte volte: fotografie valide stampate con colori sbagliati, siti rallentati da file enormi, immagini sgranate e archivi diventati impossibili da gestire. Preferisco pensarci prima.
La mia vita ora
Oggi fotografo atleti, gare, eventi, modelle e modelli.
In dieci anni ho lavorato in centinaia di set, con persone alla prima esperienza e con professioniste abituate alla macchina fotografica.
Ho imparato che dirigere un set significa osservare chi hai davanti: c’è chi ha bisogno di essere guidato passo dopo passo e chi, al contrario, va aiutato a dare una direzione alle molte idee che porta.
Porto avanti progetti nati da necessità incontrate sul campo.
GareBodybuilding.it ad esempio è nato perché gli atleti di Bodybuilding faticavano a trovare calendari e informazioni sulle gare.
Sono progetti diversi, ma partono tutti dallo stesso modo di ragionare: vedo qualcosa che manca, cerco di capirla fino in fondo e costruisco ciò che serve.
È lo stesso approccio con cui fotografo. Prima comprendo la storia. Poi scelgo come raccontarla.
ATTENZIONE: Tutte le immagini sono coperte da copyright e soggette al diritto di autore, è vietato l’utilizzo in qualunque forma senza il consenso dell’autore. Per informazioni, richieste, collaborazioni e servizi potete inviare una e-mail all’indirizzo info@alessandrosteffan.com .


